Conquistaremos Roma como prometió el profeta

En el comunicado de la célula iraki se describe a Benedicto XVI como cómplice del «ejército cruzado de Bush»

Nueva amenaza de Al Qaeda: Conquistaremos Roma como prometió el profeta. El Papa del Vaticano, como Bush ataca el Islam y ofende al profeta en su discurso sobre la Jihad.

ROMA – «Conquisteremo Roma come promesso dal Profeta»: è questa la minaccia lanciata oggi dal Consiglio dei Mujahidin – sigla della guerriglia irachena che fa capo ad Al Qaeda – in un comunicato diffuso via web. Un testo che fa riferimento alle polemiche scatenate dalle parole di papa Benedetto XVI sull’Islam (poi rettificate dallo stesso Pontefice): secondo i militanti dell’organizzazione di Osama Bin Laden, ci sarebbe un nesso tra la guerra americana all’Iraq e le posizioni del Pontefice.

«Dopo che il portatore della bandiera crociata, lo sciocco Bush, ha annunciato la nuova campagna crociata contro l’Islam iniziando l’invasione dell’Afghanistan e dell’Iraq – si legge nel comunicato – eccolo il servo della croce, il Papa del Vaticano che come Bush attacca l’Islam e offende il profeta nel suo discorso sul Jihad».

Secondo il gruppo fondato da Abu Musab Al Zarqawi (ucciso a giugno dagli americani), le recenti dichiarazioni del Papa sull’Islam servirebbero a tenere alto il morale dei soldati impegnati nei paesi islamici. «Queste dichiarazioni vengono nel periodo in cui è in corso la guerra crociata dichiarata da Bush – aggiunge il comunicato – e servono a tenere alto il morale degli eserciti crociati. Arrivano infatti dopo che le ultime notizie dall’Iraq e dall’Afghanistan parlano delle vittorie dei mujahidin e delle sconfitte degli eserciti crociati».

Il comunicato si conclude con le minacce contro l’Occidente, di cui Roma è la capitale simbolica (in quanto città che ospita il Vaticano): «Diciamo ai servi della croce: voi siete romani e avete un appuntamento con la sconfitta che vedrete un giorno in Iraq e in Afghanistan e in Cecenia e in altri luoghi. Il nostro appuntamento è con la vittoria e il martirio per realizzare il califfato dove regnerà la parola di Allah e distruggeremo la croce e butteremo il vino e vi imporremo la Jizia (tassa) e non potrete fare che accettare l’Islam o la spada. I musulmani conquisteranno Roma come ha promesso l’inviato di Allah, e così come abbiamo già conquistato Costantinopoli in passato».

E nel giorno in cui giungono questi nuovi avvertimenti, l’Unione europea decide di prendere posizione sulle polemiche intorno a Benedetto XVI. Sostenendo che le reazioni del mondo musulmano alle parole del Papa sull’Islam sono «sproporzionate e inaccettabili». Lo dice il portavoce del presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso: «Per l’esecutivo comunitario – spiega – ogni reazione deve essere basata su ciò che è stato effettivamente detto e non su citazioni estrapolate dal contesto e ancora meno estrapolate deliberatamente». Anche se «il discorso è un contributo al dibattito teologico, che non spetta alla Commissione commentare».

In ogni caso, ricorda ancora il portavoce, «la libertà di espressione è una pietra angolare dell’ordine europeo, così come la libera e il rispetto di tutte le religioni e le credenze siano essere la Cristianità, l’Islam, il giudaismo, il buddismo o il laicismo».

(18 settembre 2006) http://www.repubblica.it/2006/09/sezioni/esteri/benedettoxvi-5/minaccia-qaeda/minaccia-qaeda.html